﻿{"id":2238,"date":"2020-01-27T14:14:40","date_gmt":"2020-01-27T13:14:40","guid":{"rendered":"https:\/\/italiarappginevra.esteri.it\/news\/dalla_rappresentanza\/2020\/01\/mattarella-la-memoria-delle-vittime\/"},"modified":"2020-01-27T14:14:40","modified_gmt":"2020-01-27T13:14:40","slug":"mattarella-la-memoria-delle-vittime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italiarappginevra.esteri.it\/it\/news\/dalla_rappresentanza\/2020\/01\/mattarella-la-memoria-delle-vittime\/","title":{"rendered":"Mattarella: \u00abLa memoria delle vittime della Shoah \u00e8 patrimonio dell&#8217;intera nazione che va onorato, preservato e trasmesso alle nuove generazioni\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del \u201cGiorno della Memoria\u201d.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Rivolgo un saluto ai sopravvissuti ai campi di sterminio qui presenti, ai Presidenti del Senato, della Camera, del Consiglio e della Corte Costituzionale, a tutti i partecipanti a questo evento e a quanti lo seguono in tv o attraverso altro mezzo.<\/p>\n<p>Desidero anzitutto associarmi, con commozione, al dolore per la recente scomparsa di tre dei sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti: Alberto Sed, Piero Terracina e Franco Schoenheit.<\/p>\n<p>Come i pochi altri che sono tornati dai campi della morte, hanno testimoniato, in vita, il dovere doloroso della memoria. Hanno dimostrato che i nazisti potevano distruggere le loro vite e quelle dei loro cari, ma non sono riusciti a cancellare quanto c\u2019era nel loro animo.<\/p>\n<p>Desidero riferirmi a loro con un\u2019espressione ebraica molto intensa, che si utilizza quando scompare una persona cara: \u201cChe il loro ricordo sia di benedizione\u201d.<\/p>\n<p>Il loro ricordo, il ricordo delle sofferenze indicibili patite da una moltitudine di persone, impegna, ancor di pi\u00f9, a tramandare la memoria della Shoah; e a riflettere sulle sue origini e sulle sue devastanti conseguenze. Ringrazio tutti coloro che sono intervenuti e hanno contribuito a rendere questo momento del Giorno della Memoria efficace e coinvolgente.<\/p>\n<p>La bravissima conduttrice Stefania Battistini, il dottor Sonnino, con la sua interessante relazione, la ministra della scuola, Lucia Azzolina, la presidente dell\u2019Ucei Noemi di Segni, due \u201cFiglie del Dopo\u201d Rosanna Bauer e Federica Wallbrecher, che ci hanno recato la loro toccante testimonianza insieme ai ragazzi delle scuole, Eden e Giulio. Grazie a Valentina Bell\u00e9; a Ludovica Valori e al suo gruppo che, con le parole e la musica, ci hanno introdotto emotivamente nel mondo buio della Shoah.<\/p>\n<p>Un saluto particolare, insieme ai sopravvissuti presenti qui, va a quelli che si trovano nelle scuole, nelle piazze, nei convegni per recare la loro testimonianza, cos\u00ec importante e preziosa, di umanit\u00e0 e di rifiuto dell\u2019odio.<\/p>\n<p>Rivolgo un pensiero riconoscente alla memoria tutti i militari italiani deportati nei lager nazisti, per il loro netto e coraggioso rifiuto di servire, dopo l\u20198 settembre, gli aguzzini di Hitler.<\/p>\n<p>Esprimo gli auguri pi\u00f9 intensi di buon lavoro alla professoressa Milena Santerini, designata coordinatrice nazionale per la lotta contro l\u2019antisemitismo. Una nomina che pone l\u2019Italia all\u2019avanguardia nel contrasto a un fenomeno odioso. Purtroppo non scomparso, come abbiamo visto anche di recente, con l\u2019ignobile scritta sul muro di una casa di Mondov\u00ec.<\/p>\n<p>Il giorno della Memoria &#8211; che si celebra ogni anno anche ui, al Quirinale &#8211; non pu\u00f2 e non deve esaurire la riflessione su quello che accadde, nella prima met\u00e0 del secolo scorso, nel cuore del nostro Continente.<\/p>\n<p>La Shoah, per il suo carattere unico e terribile, trascende la dimensione storica del suo tempo e diventa monito perenne e lezione universale.<\/p>\n<p>Nell\u2019arco di un quinquennio, il regime nazista ha cancellato la vita di quasi sei milioni di donne, uomini, bambini perch\u00e9 ebrei. Soltanto la sconfitta militare ha evitato che Hitler &#8211; e i suoi gregari presenti nel resto d\u2019Europa &#8211; raggiungessero il delirante obiettivo di sterminare l\u2019intero popolo ebraico. Un popolo radicato, da tempo immemorabile, nel continente europeo. Una presenza, una cultura costitutive della storia e della stessa identit\u00e0 europea.<\/p>\n<p>Winston Churchill scrisse che la Shoah era stata \u00abil crimine pi\u00f9 grave e pi\u00f9 mostruoso mai perpetrato nella storia dell\u2019umanit\u00e0\u00bb. Per brama di conquista e di dominio, a causa della sua perversa concezione di superiorit\u00e0 razziale, il nazismo scaten\u00f2 una guerra che provoc\u00f2 cinquantacinque milioni di morti e caus\u00f2 la rovina della stessa Germania e dei suoi subalterni alleati.<\/p>\n<p>Le conseguenze dell\u2019abominio razzista si riversarono, luttuosamente e inevitabilmente, sul mondo intero. Perch\u00e9 la Shoah riguardava, e riguarda, tutti, non soltanto gli ebrei, che ne furono le vittime designate. In quegli anni orrendi e funesti &#8211; dominati dalla violenza, dall\u2019odio, dalla sopraffazione &#8211; fu infatti posto a rischio il concetto stesso di umanit\u00e0. E il suo futuro.<\/p>\n<p>La storia dell\u2019uomo \u00e8 costellata, purtroppo, da tempi antichi, di massacri, guerre e genocidi. Di regimi violenti, oppressivi, arbitrari. Ma, parallelamente, con il trascorrere dei secoli, si sono via via fatte strada &#8211; con fatica ma con costanza &#8211; correnti di pensiero che hanno posto al centro della propria riflessione la dignit\u00e0 di ogni persona, l\u2019inviolabilit\u00e0 dei suoi diritti fondamentali e il dovere di porre dei limiti al potere assoluto.<\/p>\n<p>Il secolo scorso, il Novecento, si apriva in Europa con l\u2019aspirazione di portare finalmente a compimento la libert\u00e0, l\u2019eguaglianza, la fraternit\u00e0 degli uomini. Nel giro di pochi anni, al contrario, dalle macerie fumanti della Grande Guerra presero corpo fantasmi e ideologie aberranti, che cancellarono secoli di conquiste e di civilt\u00e0, facendo precipitare l\u2019Europa e il mondo nell\u2019abisso pi\u00f9 cupo e pi\u00f9 perverso della sua storia.<\/p>\n<p>Nella Germania di allora elementi di antisemitismo, di natura religiosa o culturale, gi\u00e0 presenti, da secoli, su tutto il territorio europeo, si congiungevano fino a confondersi con teorie pseudoscientifiche di stampo razzista e con le perniciose ideologie del nazionalismo pangermanista e dello \u201cspazio vitale\u201d; inteso come territorio assegnato dal destino al popolo dei cosiddetti \u201cariani\u201d e abusivamente\u00a0 ccupato da popolazioni inferiori.<\/p>\n<p>Nella concezione nazista distorta, come ha ben scritto lo storico Georges Bensoussan, \u201cla nazione non \u00e8 un patto tra cittadini liberi che sanno essere una comunit\u00e0 di destino\u201d ma \u201cun\u2019emanazione della razza, del sangue e del suolo, una \u2018lotta per la vita\u2019 che schiaccia le etnie pi\u00f9 deboli\u201d.<\/p>\n<p>E se, in questa farneticante, odiosa gerarchia di razze umane, il vertice era occupato dagli ariani, al livello pi\u00f9 infimo si voleva collocare gli ebrei. Talmente esecrati, da non meritare nemmeno la mesta sorte di servire \u2013 come schiavi \u2013 i popoli cosiddetti superiori. L\u2019unico implacabile destino che il III Reich assegnava agli ebrei era quello della distruzione, della totale cancellazione. Un obiettivo per la prima volta concreto, da raggiungere a ogni costo. E senza risparmio di mezzi. Milioni di donne, uomini, bambini, in massima parte ebrei, ma anche rom, omosessuali, dissidenti, testimoni di Geova, malati di mente, disabili, furono fucilati, fatti morire di fame o sterminati nei camion e nelle camere a gas, bruciati nei forni o nelle fosse comuni, senza nemmeno il diritto al nome e al ricordo.<\/p>\n<p>Nel gergo disumano delle SS erano semplicemente \u201cstuck\u201d, pezzi, oggetti inanimati e senza alcun valore. Scrisse Hanna Arendt: \u201cMorirono come bestiame, come cose che non avevano n\u00e9 corpo n\u00e9 anima e nemmeno un volto su cui la morte avrebbe potuto apporre il suo sigillo\u201d.<\/p>\n<p>Del resto, prima ancora di toglier loro la vita, i nazisti avevano sottratto alle vittime le caratteristiche, le qualit\u00e0, le peculiarit\u00e0 che costituiscono l\u2019essere umano, di tutti e di ciascuno. Le leggi razziali, in Germania &#8211; come in Italia &#8211; negavano agli ebrei l\u2019istruzione, l\u2019affettivit\u00e0, il lavoro, la propriet\u00e0, la casa, la cittadinanza, i diritti. Negare l\u2019umanit\u00e0 per poi sopprimere. E tutto questo avveniva nell\u2019indifferenza di tanti. L\u2019indifferenza: anticamera della barbarie. Un\u2019indifferenza diffusa. Anche in Italia. Ma nei campi di sterminio non si progettava soltanto, su scala industriale, la morte di milioni di esseri innocenti. Da quelle \u201ccitt\u00e0 di cenere\u201d sarebbe dovuto nascere l\u2019uomo nuovo, la razza eletta, destinata a dominare il mondo per i millenni futuri.<\/p>\n<p>Il dottor Mengele, l\u2019angelo della morte di Auschwitz, non era solo il medico che \u2013 tradendo ignobilmente il proprio compito \u2013 decideva, con un gesto della mano, della vita o della morte di migliaia e migliaia di persone. Era anche lo pseudo scienziato, apprezzato e\u00a0 incoraggiato dal Reich, che, vivisezionando, senza alcuno scrupolo, esseri umani, particolarmente i bambini, cercava di apprendere i segreti dei concepimentigemellari, per aumentare la prolificit\u00e0 delle donne ariane o per scoprire il sistema per trasformare il colore degli occhi in azzurro.<\/p>\n<p>Lo sterminio del \u201cpopolo eletto\u201d si poneva, nella scellerata e farneticante concezione nazista, come condizione necessaria per garantire un futuro di prosperit\u00e0 alla razza ariana. I responsabili della Shoah non furono soltanto un piccolo manipolo di criminali, un gruppo di sadici assetati di sangue, un\u2019avanguardia fanatica e indottrinata pronta a tutto. Per far funzionare a regime la poderosa macchina dello sterminio venne coinvolto almeno un milione di persone. Non soltanto carcerieri e aguzzini, ma anche industriali, ferrovieri, impiegati, medici, ingegneri, chimici, giuristi, poliziotti. Senza contare l\u2019approvazione tacita o la partecipazione attiva di comuni cittadini di tutta Europa, che accompagnava le atrocit\u00e0 naziste.<\/p>\n<p>E tornando a Mengele, non si pu\u00f2 fare a meno di ricordare la rete di protezione e complicit\u00e0 insospettabili che gli permise, nel dopoguerra, di sottrarsi, al pari di molti altri gerarchi, al giudizio per gli efferati crimini contro l\u2019umanit\u00e0, continuando a esercitare, sotto mentite spoglie, la professione di medico, cos\u00ec gravemente tradita.<\/p>\n<p>\u00c8 doveroso ricordare &#8211; e celebrare &#8211; i tanti eroi, i \u201cgiusti\u201d delle Nazioni, che, a rischio della vita, hanno salvato decine e decine di ebrei in pericolo. I loro gesti, coraggiosi e temerari, sono come piccole fiaccole di luce e di speranza che hanno rischiarato una notte di tenebre. Al contempo, non possiamo coprire con una coltre di oblio i nomi, gli autori, i responsabili di tante efferatezze.<\/p>\n<p>In Italia, sotto il regime fascista, la persecuzione dei cittadini italiani ebrei non fu, come a qualcuno ancora piace pensare, all\u2019acqua di rose. Fu feroce e spietata. E la met\u00e0 degli ebrei italiani, deportati nei campi di sterminio, fu catturata e avviata alla deportazione dai fascisti, senza il diretto intervento o specifica richiesta dei soldati tedeschi.<\/p>\n<p>Tra il carnefice e la vittima non pu\u00f2 esserci mai una memoria condivisa.<\/p>\n<p>Il perdono esiste: concerne la singola persona offesa.<\/p>\n<p>Ma non pu\u00f2 essere inteso come un colpo di spugna sul passato.<\/p>\n<p>La memoria delle vittime innocenti di quelle atrocit\u00e0 \u00e8 patrimonio dell\u2019intera nazione, che va onorato, preservato e trasmesso alle nuove generazioni perch\u00e9 non avvengano mai pi\u00f9 quegli orrori.<\/p>\n<p>La settimana scorsa sono stato a Gerusalemme, insieme a molti altri capi di Stato, per il 75\u00b0 anniversario della liberazione del campo di Auschwitz. E\u2019 stata una occasione preziosa \u2013 un\u2019occasione storica &#8211; per ribadire, una volta per tutte, l\u2019impegno della comunit\u00e0\u00a0 nternazionale contro il razzismo, l\u2019odio, la guerra e la sopraffazione. Contro l\u2019antisemitismo, di vecchio e di nuovo conio, che talvolta si traveste da antisionismo, negando il diritto all\u2019esistenza dello Stato di Israele.<\/p>\n<p>La considerazione che ogni uomo \u00e8 depositario di eguali e inviolabili diritti e che nessuno pu\u00f2 essere discriminato a causa del sesso, della razza, della religione, del ceto sociale, \u00e8 un principio inderogabile, scritto con chiara fermezza, nella nostra Costituzione Repubblicana.<\/p>\n<p>Questo principio, affermato anche nella Dichiarazione universale dei Diritti dell\u2019Uomo, deve guidare sempre di pi\u00f9 la comunit\u00e0 internazionale nella risoluzione dei conflitti e delle controversie, che sovente nascono da volont\u00e0 di discriminazione e dal mancato riconoscimento della dignit\u00e0 dell\u2019altro.<\/p>\n<p>La terribile stagione del nazismo non fu solo, come hanno notato con acume diversi studiosi, una curva a gomito nel cammino della storia, la regressione verso un tempo lontano e barbarico, in cui tornava a vigere la legge del pi\u00f9 forte, la tracotanza del potere assoluto.<\/p>\n<p>Nel nazismo concezioni disumane e arretrate, retaggio del passato, convivevano e anzi si fondevano con l\u2019utilizzo dei pi\u00f9 moderni ritrovamenti in campo scientifico e tecnologico; e un\u2019avanzata organizzazione dello Stato permise di realizzare un efficacissimo e capillare sistema burocratico, totalmente proteso verso l\u2019obiettivo finale, lo sterminio degli ebrei. La pi\u00f9 grande e moderna macchina di morte, al contempo brutale e sistematica, mai costruita dall\u2019uomo.<\/p>\n<p>Per fare davvero i conti con la Shoah, allora, non dobbiamo pi\u00f9 rivolgere lo sguardo soltanto al passato.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il virus della discriminazione, dell\u2019odio, della sopraffazione, del razzismo non \u00e8 confinato in una isolata dimensione storica, ma attiene strettamente ai comportamenti dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>E debellarlo riguarda il destino stesso del genere umano.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del \u201cGiorno della Memoria\u201d. \u00a0 Rivolgo un saluto ai sopravvissuti ai campi di sterminio qui presenti, ai Presidenti del Senato, della Camera, del Consiglio e della Corte Costituzionale, a tutti i partecipanti a questo evento e a quanti lo seguono in tv o attraverso altro mezzo. 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