﻿{"id":5484,"date":"2025-01-28T16:54:21","date_gmt":"2025-01-28T15:54:21","guid":{"rendered":"https:\/\/italiarappginevra.esteri.it\/?p=5484"},"modified":"2025-01-28T16:54:21","modified_gmt":"2025-01-28T15:54:21","slug":"intervento-del-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-in-occasione-della-celebrazione-del-giorno-della-memoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italiarappginevra.esteri.it\/it\/news\/dalla_rappresentanza\/2025\/01\/intervento-del-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-in-occasione-della-celebrazione-del-giorno-della-memoria\/","title":{"rendered":"Intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della celebrazione del &#8220;Giorno della Memoria&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><i><span class=\"luogo\">Palazzo del Quirinale, 28\/01\/2025<\/span><\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rivolgo un saluto ai Presidenti del Senato, della Camera, del Consiglio dei Ministri, a tutti i presenti e a quanti ci seguono attraverso la tv.<\/p>\n<p>Ringrazio per i loro interventi Noemi Di Segni, Liliana Segre, il Ministro Valditara.<\/p>\n<p>Emma D\u2019Aquino per averci magistralmente condotto.<\/p>\n<p>Elena Sofia Ricci per le letture, cos\u00ec coinvolgenti nella sua interpretazione.<\/p>\n<p>Simona Bondanza con il suo gruppo per averci accompagnato.<\/p>\n<p>Silvia ed Emanuele, per il dialogo con Liliana Segre.<\/p>\n<p>Ringrazio la Rai.<\/p>\n<p>Hanno tutti contribuito a rendere significativa la cerimonia di oggi per il Giorno della Memoria, istituito in Italia, con legge, venticinque anni fa, anticipando la risoluzione del 2005 dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Sono di ritorno \u2013 come poc\u2019anzi \u00e8 stato ricordato &#8211; da Auschwitz, dove \u2013 insieme a molti Capi di Stato e rappresentanti nazionali provenienti da tanti Paesi, ma soprattutto da tutti quelli dell\u2019Europa, che si riconoscono nella sua civilt\u00e0, dell\u2019Europa unita anche in questa memoria, dall&#8217;Australia, oltre che, naturalmente, da Israele \u2013 ho partecipato alla cerimonia che ricorda l\u2019ottantesimo anniversario dell\u2019apertura dei cancelli del pi\u00f9 grande campo di sterminio che la storia ricordi.<\/p>\n<p>Luogo di morte per antonomasia, simbolo tetro e incancellabile, testimonianza dell\u2019abomino di cui \u00e8 capace l\u2019essere umano quando abbandona il diritto, la tolleranza, il rispetto e si incammina sulla strada dell\u2019odio, della guerra, del razzismo, della propria dignit\u00e0, della barbarie.<\/p>\n<p>Vi abbiamo vissuto ieri un evento storico, di straordinaria importanza, che tesse insieme, in un\u2019unica tela, passato e futuro, memoria e responsabilit\u00e0 di oggi.<\/p>\n<p>Un evento che ha espresso anche il significato di rinnovare un patto tra le nazioni e i popoli che, in tempi difficili come quelli che stiamo attraversando, in cui la violenza, l\u2019aggressione, l\u2019inimicizia, la guerra sembrano voler prendere il sopravvento, accende una speranza.<\/p>\n<p>Auschwitz, con le recinzioni elettrificate, le minacciose torrette, le camere a gas, le ciminiere, i crematori\u2026<\/p>\n<p>Le crudeli selezioni, le percosse, la fame, il gelo, la paura, i criminali esperimenti medici\u2026<\/p>\n<p>Auschwitz provoca sempre infinito orrore, scuote le nostre coscienze, le nostre convinzioni. Genera angoscia, turbamento, interrogativi laceranti.<\/p>\n<p>Non si va, non vi si pu\u00f2 andare, come se fosse solo un memoriale di un\u2019epoca passata, un sito storico oggi trasformato in un monumento alle vittime di tanta sofferenza. Da Auschwitz \u2013 smisurato cimitero senza tombe &#8211;\u00a0 si torna ogni volta sconvolti.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 Auschwitz \u00e8 il \u201cnon luogo\u201d per eccellenza, una nebulosa, dove le coordinate spaziali si smarriscono e il tempo si ferma. Non \u00e8 una parentesi, per quanto orribile. Alberga nel fondo dell\u2019animo dell\u2019uomo. \u00c8\u00a0un monito insuperabile e, insieme, una tentazione che sovente affiora.<\/p>\n<p>Lo sterminio nazista non nacque per un caso. Fu una macchina di morte lucidamente progettata da uomini \u2013 utilizzando i ritrovati della tecnica e una accurata organizzazione burocratica \u2013 per sopprimere uomini e donne innocenti, intere comunit\u00e0, culture, popoli, considerati inferiori.<\/p>\n<p>Ebrei provenienti da tutta l\u2019Europa, uccisi a milioni. Rom e sinti, deportati politici, minoranze religiose, omosessuali, malati di mente e disabili. Persone che, secondo quella follia sanguinaria, non erano tali, non avevano diritto di esistere.<\/p>\n<p>Un pensiero letale e mefitico prese forma di partito e, con il terrore e la propaganda, divenne regime. Arrivando a convincere milioni di cittadini, che la loro felicit\u00e0, il benessere loro e della nazione, fossero ostacolati dalla sparuta presenza degli ebrei; e di altre piccole minoranze.<\/p>\n<p>Padri di famiglia, donne devote, intellettuali apparentemente raffinati, borghesi e proletari, giovani e anziani, si trasformavano cos\u00ec in \u00abvolenterosi carnefici di Hitler\u00bb, secondo l\u2019efficace definizione di Daniel Goldhagen.<\/p>\n<p>Come not\u00f2 Sigmund Bauman, parlando dei totalitarismi del Novecento, le vittime di Hitler e di Stalin \u00abfurono uccise perch\u00e9 non rientravano, per una ragione o per un\u2019altra, nel progetto di una societ\u00e0 perfetta: [\u2026] un mondo comunista. O un mondo ariano, puro dal punto di vista razziale. Come quella delle erbe infestanti, la loro natura non poteva essere modificata. Esse non si prestavano per essere migliorate o rieducate. Dovevano essere eliminate\u2026\u00bb.<\/p>\n<p>Auschwitz \u00e8 il culmine di un sistema, punto d\u2019approdo di un\u2019ideologia barbara e disumana, l\u2019ignobile frutto di un pensiero e di una mentalit\u00e0 piuttosto diffuse, che affondano le radici in secoli di pregiudizi, di razzismo, di antisemitismo, di paura del diverso, di rifiuto del dialogo, di teorie pseudoscientifiche di superiorit\u00e0, di razza o di nazione, di filosofie ispirate alla violenza, alla sopraffazione, alla volont\u00e0 di potenza e al dominio.<\/p>\n<p>Auschwitz \u00e8 la conseguenza diretta delle leggi razziste, ignominiosamente emanate anche in Italia dal regime fascista e della furia antiebraica nazista, di cui il regime fascista e la Repubblica di Sal\u00f2 furono complici e collaboratori, fino alla \u201csoluzione finale\u201d.<\/p>\n<p>Auschwitz rappresenta l\u2019abisso pi\u00f9 profondo e oscuro mai toccato nella storia dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Un universo di orrore e di abiezione, che appartiene a quello stesso genere umano che oggi guarda a quella stagione con dolore, sconcerto, talvolta con la tragica indifferenza di chi pensa che si tratti di un passato che non pu\u00f2 tornare.<\/p>\n<p>L\u2019entrata delle truppe dell\u2019Armata Rossa nel lager nazista, avvenuta 80 anni fa, segn\u00f2 l\u2019arresto di quell\u2019orrenda fabbrica di morte ma, come ci ha appena ricordato la senatrice Segre, non la fine dell\u2019incubo. Moltitudini di prigionieri, obbligati a compiere a piedi, nel gelo, le terribili marce della morte, periranno per la fatica, la fame, gli stenti; oppure verranno uccisi brutalmente dalle guardie naziste.<\/p>\n<p>Ma anche con la definitiva sconfitta del nazifascismo in Europa, con la ripresa delle democrazie, le ferite non si sono mai del tutto rimarginate.<\/p>\n<p>Era arrivata la liberazione. Ma ombre, parole e fantasmi continuarono \u2013 e continuano \u2013 a generare inquietudine.<\/p>\n<p>Sosteneva in quegli anni Primo Levi: \u00abAuschwitz \u00e8 fuori di noi, ma \u00e8 intorno a noi. La peste si \u00e8 spenta, ma l\u2019infezione serpeggia\u00bb.<\/p>\n<p>Cominciava un\u2019era di libert\u00e0 e di solidariet\u00e0, ma il suo avvio era accompagnato da non piena consapevolezza degli orrori pi\u00f9 perversi degli anni della guerra, da dubbi sulle prime notizie, talvolta da incredulit\u00e0 rispetto a quanto era avvenuto nei campi nazisti.<\/p>\n<p>Lo sa bene chi \u00e8 sopravvissuto a quella tragica e disumana esperienza.<\/p>\n<p>I superstiti hanno voluto essere, oggi, presenti in questo incontro di ricordo e sono riconoscente a Liliana Segre, Edith Bruck, Andra e Tatiana Bucci, Sami Modiano.<\/p>\n<p>Sono con noi idealmente, seguendoci da casa, Goti Bauer e Gilberto Salmoni.<\/p>\n<p>Desidero salutare ciascuna e ciascuno di voi, con il pi\u00f9 grande rispetto e con immenso affetto. Ringraziandovi, ancora una volta, per la testimonianza, per l\u2019impegno di memoria e di verit\u00e0, per le parole preziose, che non sono mai di odio, di vendetta, ma di giustizia, di umanit\u00e0, di speranza.<\/p>\n<p>Testimoni e vittime di un orrore indicibile, avete portato il peso di sofferenze atroci, trovando dentro di voi la forza di raccontare, di condividere, di far ricordare. Avete costruito un ponte con le nuove generazioni, trasferendo coraggio, passione, amore per la libert\u00e0, ripulsa per l\u2019ingiustizia e la sopraffazione.<\/p>\n<p>Le vostre vicende sono incise, indimenticabili, nella storia della nostra Repubblica.<\/p>\n<p>La sofferenza vostra e dei vostri cari, cos\u00ec come il sacrificio dei tanti caduti per la libert\u00e0, hanno plasmato lo spirito e la forma della nostra Costituzione, che \u00e8 nata \u2013 e vive \u2013 per cancellare i principi, le azioni, le parole d\u2019ordine del cupo dominio nazifascista, di cui il sanguinoso conflitto mondiale e i campi di sterminio furono gli esiti crudeli e inevitabili.<\/p>\n<p>In luogo della predicazione della guerra d\u2019aggressione, la Costituzione prevede la pace e la collaborazione internazionale.<\/p>\n<p>Al posto della discriminazione e della persecuzione, la Costituzione promuove l\u2019eguaglianza e la giustizia.<\/p>\n<p>In luogo dell\u2019oppressione, la libert\u00e0. Invece dell\u2019indottrinamento e della propaganda che manipola la realt\u00e0 sino alla menzogna, il confronto e il pluralismo.<\/p>\n<p>Al contrario della fede cieca e dell\u2019obbedienza incondizionata, la Costituzione prevede la democrazia, la partecipazione, le garanzie e i controlli.<\/p>\n<p>Oggi questi principi, di umanit\u00e0, di giustizia, di democrazia, di buon senso risaltano ancor di pi\u00f9 nel loro valore.<\/p>\n<p>L\u2019invasione russa in Ucraina \u00e8 avvenuta con slogan e giustificazioni di nazionalismo sciovinista e aggressivo, che appartengono a un passato condannato dalla storia.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come il risorgente antisemitismo, una piaga in crescita, che respingiamo con forza: gli italiani di origine ebraica hanno dato un fondamentale contributo alla costruzione italiana ed europea, sono in casa propria, quella condivisa con tutti gli altri concittadini, liberi, protetti, rispettati e tali hanno il diritto di sentirsi.\u00a0\u00c8\u00a0la Costituzione a stabilirlo solennemente.<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0doloroso e inaccettabile che vi siano ignobili insulti razzisti alla senatrice Segre, su quei social media che sono nati come espressione di libert\u00e0 e che rischiano invece, sovente, di diventare strumento di violenza e di negazione di diritti. Occorre mettervi un argine. Sono reati gravi, che vanno perseguiti a tutela della libert\u00e0 e della giustizia.<\/p>\n<p>Allarma il ritorno di un linguaggio di disprezzo, di odio. Il pericolo di allentamento dei legami di comunit\u00e0, il rischio di sfaldamento della tensione ideale, la risorgente volont\u00e0 di dominio.<\/p>\n<p>Ci preoccupano, a livello generale, l\u2019astio predicato verso altri popoli, altre religioni, altre culture, e, tra gli altri fenomeni, la minaccia continua alla sicurezza e alla stessa esistenza del popolo di Israele, cos\u00ec come quanto \u2013 dopo l\u2019orrore del 7 ottobre &#8211; \u00e8 avvenuto di sconvolgente nella Striscia di Gaza, provocando la morte di tante migliaia di innocenti civili palestinesi.<\/p>\n<p>La guerra genera lutti e macerie, la violenza produce violenza e nutre desiderio di vendetta. Bisogna avere il coraggio, la forza, la determinazione di spezzare le catene dell\u2019odio. Diversamente non vi sar\u00e0 mai pace e sicurezza.<\/p>\n<p>Ci auguriamo che la recente tregua in Medioriente, che ha portato alla liberazione degli innocenti ostaggi israeliani rimasti in vita e a una cessazione delle ostilit\u00e0, venga davvero rispettata e regga agli eventi successivi e alle spinte estremistiche e radicali in modo da trasformarsi in un processo di vera distensione, verso la soluzione dei \u201cdue Stati, due popoli\u201d, l\u2019unica in grado di cercare di dissolvere i giacimenti di odio che si sono ulteriormente accresciuti.<\/p>\n<p>Avvertiamo, pi\u00f9 in generale, il rischio concreto che torni in auge, nella societ\u00e0 cos\u00ec come nei rapporti internazionali, il nefasto criterio espresso dalle parole \u201cmors tua, vita mea\u201d, sempre foriero di tragedie. Avremmo invece bisogno, tutti e in ogni parte del pianeta, di una nuova stagione all\u2019insegna del dialogo, della collaborazione, della comprensione.<\/p>\n<p>Il destino di ogni persona e di ogni popolo, oggi, \u00e8 talmente legato e interconnesso &#8211; basti pensare al cambiamento climatico, alla salute, alle migrazioni, all\u2019economia al di fuori da regole nazionali o internazionali \u2013 da rendere necessarie misure planetarie per non perdere tutti, inesorabilmente.<\/p>\n<p>Cari sopravvissuti,<\/p>\n<p>Ci troviamo qui al Quirinale, con le pi\u00f9 alte cariche dello Stato, non solo per ricordare, ma per ribadire solennemente il nostro comune e inderogabile impegno a non permettere che simili atrocit\u00e0 si ripresentino.<\/p>\n<p>A impedire che l\u2019odio, il terrore, l\u2019inimicizia, la prepotenza, la mentalit\u00e0 di guerra prevalgano nuovamente.<\/p>\n<p>Abbiamo fiducia nei giovani \u2013 a cui voi avete consegnato la vostra testimonianza di dolore e di impegno \u2013 rafforzando la loro sete di giustizia e di eguaglianza.<\/p>\n<p>Abbiamo fiducia nei valori consacrati nella nostra Costituzione repubblicana, che respinge con fermezza le discriminazioni e l\u2019intolleranza.<\/p>\n<p>Abbiamo fiducia nella vigilanza attiva delle forze politiche e sociali che, al di l\u00e0 delle legittime differenze, sono unite nel ripudio delle parole e dei gesti di morte.<\/p>\n<p>Non cediamo allo sconforto.<\/p>\n<p>Abbiamo fiducia nel futuro dell\u2019umanit\u00e0, nella saggezza dei popoli, nella determinazione di tante donne e tanti uomini in grado di impedire con onest\u00e0 e coraggio, che forze oscure possano prevalere sull\u2019aspirazione naturale dell\u2019umanit\u00e0 alla pace, alla giustizia, alla fratellanza.<\/p>\n<p>Ripetiamo allora anche noi, con particolare determinazione in questi nostri giorni, nelle scuole, nelle universit\u00e0, nei luoghi di lavoro, nelle case e nelle piazze, quel grido forte e alto, che proviene, ogni giorno e per sempre, dal recinto di Auschwitz: \u00abMai pi\u00f9!\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.quirinale.it\/elementi\/127119\">Comunicato della Presidenza della Repubblica<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Palazzo del Quirinale, 28\/01\/2025 &nbsp; Rivolgo un saluto ai Presidenti del Senato, della Camera, del Consiglio dei Ministri, a tutti i presenti e a quanti ci seguono attraverso la tv. 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