﻿{"id":5787,"date":"2025-03-24T17:30:00","date_gmt":"2025-03-24T16:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/italiarappginevra.esteri.it\/?p=5787"},"modified":"2025-03-24T17:30:00","modified_gmt":"2025-03-24T16:30:00","slug":"dialogo-tra-il-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-e-una-rappresentanza-di-studenti-di-istituti-agrari-e-alberghieri-in-occasione-della-cerimonia-di-inaugurazione-del-villaggio-ag","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italiarappginevra.esteri.it\/it\/news\/dalla_rappresentanza\/2025\/03\/dialogo-tra-il-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-e-una-rappresentanza-di-studenti-di-istituti-agrari-e-alberghieri-in-occasione-della-cerimonia-di-inaugurazione-del-villaggio-ag\/","title":{"rendered":"Dialogo tra il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e una rappresentanza di studenti di Istituti agrari e alberghieri in occasione della cerimonia di inaugurazione del Villaggio \u201cAgricoltura \u00e8\u201d nell\u2019anniversario della firma dei Trattati di Roma"},"content":{"rendered":"<p><i><span class=\"luogo\">Roma, 24\/03\/2025<\/span><\/i><\/p>\n<p><strong>Presidente:<\/strong>\u00a0prima di procedere con i vostri interventi, vorrei ringraziare il Ministro dell\u2019agricoltura per l\u2019invito a essere presente a questo incontro e salutare le autorit\u00e0 e tutti i presenti.<\/p>\n<p>Vorrei cogliere questa occasione pubblica, che apre la settimana, per ribadire quanto gli italiani siano lieti del ritorno del Papa &#8211; di Francesco &#8211; nella sua casa in Vaticano, rinnovandogli gli auguri di piena e veloce ripresa.<\/p>\n<p>Adesso ragazzi, a voi.<\/p>\n<p><strong><em>Domanda:\u00a0<\/em><\/strong><em>B<\/em><em>uongiorno, signor Presidente. Ricorre domani il sessantasettesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma. Finita la Seconda guerra mondiale, era da poco cominciata in Europa una nuova storia di libert\u00e0, di democrazia, di coesistenza pacifica. Grandi ideali e grandi speranze ispirarono le scelte di allora. Lei ritiene che le generazioni successive siano stati all\u2019altezza di questi impegni? Cosa \u00e8 stato realizzato e cosa \u00e8 stato invece tradito? Serve ancora l\u2019Europa per affrontarle e confermare i nostri valori?<\/em><\/p>\n<p><strong>Presidente:<\/strong>\u00a0domani ricorrer\u00e0 questo anniversario, e sar\u00e0 il modo per riflettere che quello \u00e8 stato un punto di partenza, storicamente di grande rilievo, ma anche un punto di arrivo. Lo abbiamo un po\u2019 visto, poc\u2019anzi, nel filmato.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 bene, ragazzi, riflettere sul contesto in cui si muoveva questo avvio dell\u2019integrazione europea. Nel 1945, l\u2019Europa usciva da una guerra devastante, che si inseriva nel solco di secoli di guerre sanguinose fra le nazioni europee. Un numero immane di ragazzi vostri coetanei ha perso la vita sui fronti della Prima e Seconda guerra mondiale. Vi erano state brutali dittature. Si era vissuto l\u2019abisso dell\u2019Olocausto. In quel clima di tragedia, di condizioni drammatiche, di fame che incombeva sull\u2019Europa, di disperazione quasi, alcuni statisti lungimiranti e coraggiosi hanno compreso che occorreva capovolgere il modo di rapporto tra i Paesi europei.<\/p>\n<p>Hanno pensato che fosse il momento di compiere davvero una rivoluzione di pensiero. Anzich\u00e9 contrapporsi, mettere insieme, in comune, il futuro dei popoli europei.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 stato, tra il \u201845 e il \u201849\u2013\u201850, il tentativo che \u00e8 stato compiuto da statisti &#8211; ripeto &#8211; coraggiosi e lungimiranti, da movimenti di pensiero, di proposte che li hanno accompagnati. Ed \u00e8 questo che ha provocato l\u2019avvio di questo fenomeno.<\/p>\n<p>Quindi per questo \u00e8 anche un punto di arrivo il Trattato di Roma del \u201957. Infatti il primo passo fu, come abbiamo visto nel filmato, nel \u201851, la Comunit\u00e0 europea del carbone e dell\u2019acciaio, perch\u00e9 nel \u201850 Robert Schuman, Ministro degli esteri francese, propose al suo Paese, all\u2019Italia, alla Germania, al Belgio, all\u2019Olanda, al Lussemburgo, di mettere insieme carbone e acciaio.<\/p>\n<p>Oggi sembrano cose marginali, ma allora il carbone era la principale fonte di energia. E l\u2019acciaio era l\u2019elemento base per gli armamenti pi\u00f9 pesanti.<\/p>\n<p>\u00c8 come se oggi si dicesse: \u2018mettiamo insieme petrolio, gas e armi nucleari\u2019. Proposta davvero rivoluzionaria rispetto al pregresso dell\u2019Europa. E fu accolta. E in pochi mesi si stipul\u00f2, nel \u201851, appunto, il Trattato della Comunit\u00e0 europea del carbone e dell\u2019acciaio.<\/p>\n<p>Vi fu una seconda tappa a cui ci si mise subito al lavoro.\u00a0 Appena fatta quell\u2019organizzazione, ci si mise al lavoro per una comunit\u00e0 di difesa dell\u2019Europa. Con un trattato che metteva insieme i sei Paesi per la difesa comune dell\u2019Europa. I Governi firmarono quel trattato, ma alla fine il Parlamento francese non lo accolse e quel tentativo sfum\u00f2.<\/p>\n<p>Ne paghiamo ancora le conseguenze.<\/p>\n<p>Sembrava che il fenomeno dell\u2019integrazione europea fosse impantanato, esaurito, sfumasse, si limitasse al carbone e all\u2019acciaio. Invece, come abbiamo visto, subito dopo, nel \u201855, un anno dopo quella bocciatura, nel \u201855 a Messina, una Conferenza dei sei Paesi ha rilanciato il processo di integrazione. E siamo arrivati al Trattato di Roma del \u201957. Partendo da un altro punto di comunanza di interessi: il mercato, i commerci. E qui \u00e8 nato il Mercato Comune europeo.<\/p>\n<p>Nel corso del tempo il Mercato comune &#8211; questa unificazione dei mercati di commercio &#8211; si \u00e8 ampliato ad altre collaborazioni in Europa. E si \u00e8 arrivati allora, mettendo insieme le economie dei sei Paesi, alla Comunit\u00e0 Economica Europea.<\/p>\n<p>Si \u00e8 proceduto ancora. Integrando altri settori, altre attivit\u00e0, altri ambiti, si \u00e8 arrivati a quella che oggi \u00e8 l\u2019Unione europea, che nel frattempo si era ampliata, allargata. I sei Paesi originari sono adesso ventisette, come sapete. Altri sette\/otto hanno chiesto di farne parte. Entreranno, appena raggiunti gli standard per entrare nell\u2019Unione. Alcuni di questi sono gi\u00e0 pronti per l\u2019ingresso.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 stato un grande fenomeno storico, cui si \u00e8 aggiunta poi la moneta comune: l\u2019Euro.<\/p>\n<p>Senza quello strumento i risparmi dei cittadini europei sarebbero stati travolti dalle crisi finanziarie drammatiche dell\u2019inizio di questo millennio. Terremoti finanziari che hanno travolto condizioni finanziarie in tutto il mondo. Ma l\u2019Europa ha resistito per la moneta comune, che \u00e8 stata un riparo.<\/p>\n<p>\u00c8 quindi un processo che ha raggiunto traguardi che non erano immaginabili al momento della firma.<\/p>\n<p>Lo sviluppo e il benessere conseguiti dai Paesi europei era impensabile nel \u201857. Cos\u00ec come una quantit\u00e0 di risultati di sicurezza sociale, di previdenza, di scuola e sanit\u00e0 aperti a tutti.<\/p>\n<p>Tutti ambiti in cui l\u2019integrazione ha agevolato il percorso dei Paesi membri. E che vanno costantemente monitorati perch\u00e9, nel mutare delle condizioni, rimangano sempre efficienti e completi.<\/p>\n<p>Quindi c\u2019\u00e8 stato un grande progredire dell\u2019integrazione. Non ci si \u00e8 limitati a quel primo passo. Altri ne hanno fatto seguito, e faranno seguito.<\/p>\n<p>Anche per questo, per questo grande successo storico, questo modello europeo viene imitato in altri continenti.<\/p>\n<p>In America Latina, nel Sud America, alcuni Paesi &#8211; cui altri si sono aggiunti da qualche anno &#8211; hanno iniziato con lo stesso approccio con cui l\u2019Europa ha cominciato: mettere insieme i mercati. \u00c8 il Mercosur, in America meridionale.<\/p>\n<p>In Asia, l\u2019ASEAN raccoglie alcuni Paesi, tra cui l\u2019Indonesia, le Filippine, Singapore, Vietnam, che hanno un\u2019apertura di mercati fra di loro, ispirandosi a quell\u2019esperienza europea.<\/p>\n<p>Anche in Africa vi sono iniziative simili. Naturalmente ben diverse come contenuto, come modalit\u00e0, come \u00e8 ovvio, per ciascun continente. Non soltanto con l\u2019Unione africana, ma con il mettersi in comune, con aperture di mercato in grandi Regioni, da parte dei Paesi che ne fanno parte. Per esempio tra i Paesi del Golfo di Guinea.<\/p>\n<p>Questa imitazione, questo modello imitato nel mondo, dimostra quanto sia stata straordinariamente di successo questa esperienza.<\/p>\n<p>Naturalmente, ragazzi, non \u00e8 perfetta. Contiene errori, contraddizioni, lacune da colmare. Per esempio, ha bisogno di processi decisionali pi\u00f9 veloci.<\/p>\n<p>I problemi di oggi sono prevalentemente globali, ormai. Pensiamo al clima; pensiamo ai fenomeni migratori che sono presenti in tutti i continenti; pensiamo alla salute, dopo l\u2019esperienza della pandemia; pensiamo all\u2019economia, ormai mondializzata, e in cui vi sono soggetti che operano al di sopra delle dimensioni e dei confini degli Stati. Tutto questo richiede risposte veloci, tempestive, perch\u00e9 i fenomeni sono veloci.<\/p>\n<p>E l\u2019Europa ha bisogno di aggiornarsi, di verificare quanto non va e quanto va invece corretto e migliorato.<\/p>\n<p>Io credo che questo fenomeno dell\u2019integrazione, talmente rilevante, sia compreso bene dai giovani.<\/p>\n<p>Vi sono due aspetti, due fenomeni, che i giovani vivono come se fossero normali, assolutamente consueti, e non lo erano un tempo, tutt\u2019altro: Erasmus e Schengen. Erasmus che consente, per gli studi superiori scolastici e per le universit\u00e0, di fare periodi di studio in altri Paesi dell\u2019Unione, scambiando esperienze, acquisendo esperienze nuove. Schengen consente di viaggiare dal Portogallo alla Romania, dalla Grecia alla Svezia.<\/p>\n<p>Tutto questo sembra normale oggi, ma \u00e8 stato frutto di questo straordinario processo che \u00e8 partito nel \u201957. Per questo \u00e8 stato un successo e abbiamo bisogno dell\u2019Europa. Grazie.<\/p>\n<p><strong><em>Domanda:<\/em><\/strong><em>\u00a0Buongiorno, signor Presidente. Con il Trattato del 1957 sulla Comunit\u00e0 economica europea viene formalmente istituita la Politica Agricola Comune. Sar\u00e0 un caposaldo delle politiche europee. Anzi un motore della costruzione comunitaria. E lo \u00e8 tuttora, vista l\u2019importanza che occupa nel bilancio dell\u2019Unione. Nel frattempo, nell\u2019arco dei decenni, l\u2019agricoltura in Europa si \u00e8 trasformata, \u00e8 cambiato il suo ruolo e il suo peso nelle economie e nelle societ\u00e0, restando cruciale per la sicurezza (degli alimenti e non solo), le potenzialit\u00e0 di sviluppo e la qualit\u00e0 della vita degli europei. Lei ritiene che l\u2019Europa possa essere ancora di supporto agli operatori agricoli in questa stagione cos\u00ec tempestosa?<\/em><\/p>\n<p><strong>Presidente:\u00a0<\/strong>ti ringrazio innanzitutto per avere parlato della Politica Agricola Comune con il nome per esteso, e non con l\u2019acronimo PAC, come abitualmente si fa.<\/p>\n<p>Qui, col permesso del Ministro, esco fuori tema rispetto al tema dell\u2019agricoltura.<\/p>\n<p>Siamo sommersi dagli acronimi. Nel web, sulla stampa, nei documenti, anche quelli che ricevo. Sono infarciti di acronimi. \u00c8 come un linguaggio per iniziati, che esclude chi non \u00e8 consapevole.<\/p>\n<p>In fondo, ragazzi, riflette quello che sta avvenendo anche con i telefonini, con i messaggi telefonici, in cui le parole vengono contratte; si riducono ad alcune lettere, vengono quasi simboleggiate. Cio\u00e8, si contrae il modo di esprimersi, per brevit\u00e0, per guadagnare tempo.<\/p>\n<p>Ma quello che vorrei dire &#8211; uscendo dal tema della giornata &#8211; \u00e8 che il pensiero si esprime con la parola. \u00a0E se le parole si contraggono e perdono compiutezza espressiva, il pensiero non riesce pi\u00f9 a esprimersi adeguatamente.<\/p>\n<p>Quindi bisogna stare attenti. Sono indispensabili acronimi e messaggi brevi. Ma mai perdendo di vista quanto sia importante esprimersi in maniera compiuta.<\/p>\n<p>L\u2019agricoltura \u00e8 sempre stata protagonista nella vita dell\u2019integrazione europea. Lo \u00e8 gi\u00e0 nel Trattato. All\u2019articolo 3 &#8211; all\u2019inizio del Trattato, nei primi articoli &#8211; si parla della Politica agricola comune. E poi ve ne \u00e8 un altro, che \u00e8 l\u2019articolo 39, che parla dei traguardi da raggiungere. Parla della qualit\u00e0 dei prodotti, del tenore di vita di chi in agricoltura vive, della capacit\u00e0 di approvvigionamento, di prezzi ragionevoli per il consumatore, della tutela del mondo agricolo nel suo complesso, cio\u00e8. Questo ha fatto s\u00ec che nascesse &#8211; come abbiamo visto &#8211; la Politica agricola comune, che ha avuto grandi risultati, successi importanti.<\/p>\n<p>Abbiamo visto una crescita costante dell\u2019agricoltura in Europa.<\/p>\n<p>Per l\u2019Italia il bilancio \u00e8 altamente positivo. Per i mercati in cui siamo entrati, per la qualit\u00e0 dei prodotti che inviamo, per le filiere agroalimentari che sono diventate produttrici di eccellenze mondiali.<\/p>\n<p>Siamo il primo Paese dell\u2019Unione come prodotti tutelati.<\/p>\n<p>Vi sono centinaia di prodotti italiani che sono \u2013 vorrei evitare gli acronimi &#8211; di denominazione di origine protetta, di indice geografico protetto, di specialit\u00e0 tradizionali garantite.<\/p>\n<p>L\u2019Italia, pi\u00f9 di ogni altro Paese dell\u2019Unione, ha un numero alto di prodotti con queste protezioni, dimostrando \u2013 questo &#8211; la grande qualit\u00e0 della nostra agricoltura.<\/p>\n<p>Quindi \u00e8 abbastanza facile dire che l\u2019agricoltura rimane nevralgica nell\u2019Unione, e l\u2019Unione la garantisce, come ha fatto in questi decenni. \u00a0E quella italiana \u00e8 protagonista.<\/p>\n<p><strong><em>Domanda:<\/em><\/strong><em>\u00a0Buongiorno<\/em><em>, signor Presidente. L\u2019agricoltura italiana esprime rilevanti eccellenze, molto apprezzate dai consumatori internazionali. L\u2019attuale spinta a porre dazi, a interrompere i processi di commercio internazionale, pu\u00f2 avere dei riflessi negativi sull\u2019export dei prodotti agricoli italiani?<\/em><\/p>\n<p><strong>Presidente:<\/strong>\u00a0La cooperazione, i mercati aperti, per noi corrispondono a due esigenze vitali che abbiamo: la prima \u00e8 quella della pace, la seconda, quella dei nostri concreti interessi come Paese esportatore. Quindi, \u00e8 facile dirlo &#8211; \u00e8 abbastanza ovvio &#8211; ma \u00e8 indispensabile ripeterlo, ribadirlo: i dazi creano ostacolo ai mercati. E ostacolano la libert\u00e0 di commercio; come dire, alterano il mercato, penalizzano i prodotti di qualit\u00e0, perch\u00e9 tutelano quelli di minor qualit\u00e0. E questo per noi \u00e8 davvero una cosa inaccettabile. Ma dovrebbe essere per tutti i Paesi del mondo inaccettabile.<\/p>\n<p>Si \u00e8 dato vita, in questi decenni passati, alla Organizzazione Mondiale del Commercio per indurre tutti i Paesi del mondo a commerciare in maniera leale, con regole rispettate. Non sempre vi si \u00e8 riusciti \u2013 naturalmente &#8211; per\u00f2, quell\u2019organismo \u00e8 riuscito a far s\u00ec che crescesse in maniera pi\u00f9 corretta il mercato mondiale. Ha fatto crescere molti Paesi, li ha fatti migliorare.<\/p>\n<p>Questo sistema, questa volont\u00e0 di collaborazione su regole leali, \u00e8 indispensabile.<\/p>\n<p>Alle volte viene violato, e lo sappiamo. Vi sono Paesi che hanno un sovrappi\u00f9 di produzione, che sorreggono per riversarlo sui mercati esteri. Ma questo non ha come risposta i dazi di chiusura, ha come risposta le regole da far rispettare e da migliorare come efficacia.<\/p>\n<p>Un sistema di dazi e di chiusure creerebbe conseguenze fortemente negative anche per gli apparati produttivi interni. Pensiamo all\u2019Italia: noi esportiamo il 40% del vino che produciamo; un terzo del riso che produciamo; importiamo la met\u00e0, il 50%, del grano che ci serve.<\/p>\n<p>Quando si parla di guerre commerciali, spesso si mette l\u2019accento sull\u2019aggettivo \u201ccommerciali\u201d; bisogna metterlo, invece, sul sostantivo \u201cguerre\u201d, perch\u00e9 sono guerre anche queste: di contrapposizione, che inducono poi a contrapposizioni sempre pi\u00f9 dure e pi\u00f9 pericolose.<\/p>\n<p>Bisogna essere sereni, senza alimentare un eccesso di preoccupazione, perch\u00e9 l\u2019Unione Europea &#8211; di cui facciamo saldamente parte \u2013 ha la dimensione, la consistenza, la forza per interloquire in maniera autorevole, con calma, ma con determinazione, per contrastare scelte di chiusura dei mercati e di applicazione dei dazi, cos\u00ec immotivati e cos\u00ec generali.<\/p>\n<p>Il nostro apparato produttivo \u00e8 strettamente interconnesso, integrato con gli apparati produttivi di altri grandi Paesi d\u2019Europa. Questo fa dell\u2019Europa un soggetto forte, autorevole sul piano economico. Quindi, la scelta \u00e8 interloquire con autorevolezza, con calma \u2013 ripeto &#8211; ma anche con determinazione, perch\u00e9 si mantenga l\u2019apertura dei mercati che \u00e8 anche una garanzia di buona vita internazionale.<\/p>\n<p>Vedete, l\u2019Unione Europea, nel corso del tempo, ha stipulato accordi di apertura dei mercati con il Giappone, con il Canada, con l\u2019America Latina con il Mercosur: sono tutti rapporti che, da un lato, consentono scambi commerciali vantaggiosi per entrambe le parti ma, soprattutto &#8211; e accanto a questo, che \u00e8 importante, naturalmente, come interesse del nostro Paese e dell\u2019Europa &#8211; creano una tessitura di collaborazioni, di rapporti di fiducia internazionale, che garantisce la pace.<\/p>\n<p>Mercati contrapposti mettono in pericolo la fiducia tra i Paesi, la collaborazione internazionale. Mercati aperti, con commerci comuni, scambiati, creano rapporti di fiducia, di conoscenza; creano \u2013 appunto &#8211; questa tessitura di collaborazione che garantisce la pace.<\/p>\n<p>Per questo la nostra posizione \u00e8 chiarissima: per la pace nel mondo e per il vantaggio delle popolazioni occorre avere mercati aperti.<\/p>\n<p>E questa \u00e8 una regola di civilt\u00e0, che da tanto tempo \u00e8 stata affermata.<\/p>\n<p>Vi ringrazio ragazzi.<\/p>\n<p>Auguri! Siete un magnifico spettacolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.quirinale.it\/elementi\/130065\">Clicca qui<\/a> per maggiori informazioni.<\/p>\n<p>Sito della <a href=\"https:\/\/www.quirinale.it\/elementi\/95959\">Presidenza della Repubblica<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Roma, 24\/03\/2025 Presidente:\u00a0prima di procedere con i vostri interventi, vorrei ringraziare il Ministro dell\u2019agricoltura per l\u2019invito a essere presente a questo incontro e salutare le autorit\u00e0 e tutti i presenti. 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