﻿{"id":5902,"date":"2025-05-15T21:29:35","date_gmt":"2025-05-15T19:29:35","guid":{"rendered":"https:\/\/italiarappginevra.esteri.it\/?p=5902"},"modified":"2025-05-17T17:03:44","modified_gmt":"2025-05-17T15:03:44","slug":"intervento-del-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-al-xviii-simposio-cotec-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italiarappginevra.esteri.it\/it\/news\/dalla_rappresentanza\/2025\/05\/intervento-del-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-al-xviii-simposio-cotec-europa\/","title":{"rendered":"Intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al XVIII Simposio Cotec Europa"},"content":{"rendered":"<p class=\"q-localization\"><i><span class=\"luogo\">Coimbra (Portogallo), 14\/05\/2025\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"redazione\">\n<p>Signor Presidente della Repubblica,<\/p>\n<p>Maest\u00e0,<\/p>\n<p>rivolgo un saluto ai Presidenti delle Fondazioni COTEC di Portogallo e Spagna e gli auguri al Presidente di COTEC Italia,<\/p>\n<p>Illustri Partecipanti,<\/p>\n<p>Signore e Signori,<\/p>\n<p>desidero anzitutto ringraziare il Presidente Rebelo de Sousa per averci accolto qui a Coimbra, nella splendida cornice del Convento di San Francesco. Rivolgo al Presidente un pensiero e un augurio particolari, a tributo della sua determinazione nel rappresentare i valori della democrazia e del dialogo tra Paesi, e per l\u2019impegno infaticabile a favore del comune progetto di integrazione europea.<\/p>\n<p>Sono altres\u00ec grato agli organizzatori del XVIII Simposio COTEC per l\u2019invito rinnovato a dibattere su questioni di importanza fondamentale per l\u2019Europa e per l\u2019intera comunit\u00e0 internazionale, coinvolgendo in questo proficuo confronto una pluralit\u00e0 di voci autorevoli, sia dal settore pubblico, sia da quello privato.<\/p>\n<p>In questi giorni il Simposio celebra il ventennale della sua prima edizione e, come ogni anno, il tema proposto \u2013 la competitivit\u00e0 \u2013 compare in cima all\u2019agenda dei governi europei e in quella delle istituzioni comunitarie. Progredire senza indugi e con efficacia in quest\u2019ambito \u00e8 largamente considerata condizione indispensabile all\u2019approfondimento ulteriore del progetto d\u2019integrazione continentale, al rilancio strategico dell\u2019Unione Europea e alla preservazione di un\u2019economia prospera per i suoi Stati Membri e per i suoi cittadini.<\/p>\n<p>Oggi abbiamo avuto poc\u2019anzi la possibilit\u00e0 di ascoltare spunti di grande rilevanza e grande interesse da parte di Mario Draghi, il cui rapporto sul futuro della competitivit\u00e0 europea sta gi\u00e0 contribuendo a orientare le politiche della Commissione Europea per la nuova Europa degli anni a venire.<\/p>\n<p>Un\u2019Europa rinnovata, pi\u00f9 competitiva, pi\u00f9 resiliente, pi\u00f9 presente nello scacchiere internazionale. \u00c8 una sfida epocale per il nostro continente, tanto pi\u00f9 urgente se raffrontata a recenti evoluzioni negli equilibri mondiali.<\/p>\n<p>Il nostro Simposio ha quindi il merito di lanciare<em>\u00a0\u201cUn appello all\u2019azione\u201d<\/em>\u00a0di grande attualit\u00e0: \u00e8 infatti urgente, direi prioritario, che l\u2019Europa agisca, perch\u00e9 stare fermi non \u00e8 pi\u00f9 un\u2019opzione.<\/p>\n<p>Poc\u2019anzi la romanza che abbiamo ascoltato,\u00a0<em>\u201cNessun dorma\u201d<\/em>\u00a0potrebbe applicarsi alla nostra Unione.<\/p>\n<p>I rischi dell\u2019immobilismo sono ben identificati nel Rapporto Draghi come in quello Letta, sul futuro del mercato interno: le conseguenze ipotetiche per l\u2019Europa, ad esempio in termini di arretramento nelle condizioni materiali di benessere diffuso o di un allontanamento irreversibile dalla frontiera tecnologica, ne accrescerebbero anche la vulnerabilit\u00e0 sui piani strategico e geopolitico, riducendone la capacit\u00e0 di contrastare le attuali perturbazioni, cos\u00ec allarmanti, dell\u2019ordine internazionale. Scongiurare tali rischi \u00e8 fondamentale. A questo fine \u2013 si osserva nei due rapporti \u2013 che occorre mettere in campo misure efficaci e allo stesso tempo ambiziose.<\/p>\n<p>Ne cito una, che nella sua attualit\u00e0 e urgenza ben esemplifica le conseguenze dell\u2019inazione e delle ingiustificate ritrosie a procedere lungo il cammino dell\u2019integrazione. La Difesa comune europea. Gli Stati membri ne discutono da oltre settant\u2019anni. Da quando a Parigi, nel maggio del 1952 venne firmato il Trattato che istituiva la Comunit\u00e0 Europea di Difesa. Questa esigenza veniva rilanciata, in forme diverse e meno ambiziose, tra il 1998 e il 2000.<\/p>\n<p>Non \u00e8 difficile immaginare quale sarebbe oggi la condizione dell\u2019Unione, di fronte al mutato contesto geopolitico, se avessimo scelto a suo tempo di compiere quel salto di qualit\u00e0 politico nel processo di integrazione. Oggi siamo in ritardo, in rincorsa rispetto agli eventi e dobbiamo, di conseguenza, avvertirne l\u2019urgenza.<\/p>\n<p>Le iniziative avviate in materia dalla Commissione europea sono un primo fondamentale passo e testimoniano piena consapevolezza della posta in gioco. Rappresentano anche una dimostrazione di concretezza, volendo porre a fattor comune strumenti e vantaggi di scala propri di un ordinamento sovranazionale che gi\u00e0 in passato ha dimostrato capacit\u00e0 di adattamento a diversi\u00a0<em>shock<\/em>\u00a0esogeni.<\/p>\n<p>Questa capacit\u00e0 di adattamento al mondo intorno a noi \u00e8 da sempre il motore dell\u2019Unione Europea. Sarebbe miope guardare all\u2019Unione come ad una costruzione nata \u201csottovuoto\u201d: al contrario, fin dalle sue origini gli Stati membri hanno prestato attenzione ad adattare l\u2019Unione a un\u2019ambiente politico ed economico in continua evoluzione, con l\u2019obiettivo di preservare uno spazio e un ruolo tra le forze in competizione nella economia globale.<\/p>\n<p>Come preservare oggi questo spazio?<\/p>\n<p>Anzitutto, \u00e8 necessario rafforzare la capacit\u00e0 europea di crescere, di generare opportunit\u00e0 e benefici economici, creando le condizioni affinch\u00e9 ciascun cittadino possa accedervi secondo equit\u00e0. Questo vuol dire lavorare, con unit\u00e0 d\u2019intenti tra Stati Membri, per migliorare quelli che sono i nostri punti di forza, a cominciare dal Mercato Unico Europeo. Esso contribuisce gi\u00e0 in maniera significativa al prodotto interno lordo dell\u2019Unione, ponendola tra i principali attori dell\u2019economia mondiale.<\/p>\n<p>Nondimeno, sussistono sostanziali margini migliorativi. Il Rapporto Letta ha presentato proposte valide per estendere il mercato unico a settori che in passato ne sono stati esclusi. Tra questi: la finanza, l\u2019energia, le telecomunicazioni. Ma anche \u2013 ed \u00e8 questo un aspetto fondamentale \u2013 la ricerca, l\u2019innovazione e l\u2019istruzione, che nel rapporto sono parte di una \u201cquinta libert\u00e0\u201d, accanto alle quattro gi\u00e0 esistenti: circolazione di merci, di servizi, di persone, di capitali.<\/p>\n<p>Sin dalla sua nascita il COTEC si \u00e8 imperniato sul tema dell\u2019innovazione e dell\u2019importanza della cooperazione per lo sviluppo di nuove tecnologie. Anche in quest\u2019ambito l\u2019Europa non pu\u00f2 rischiare di restare al palo. Abbiamo innanzitutto bisogno di abbondante capitale umano, competente e adeguatamente formato. Occorre anche che esso trovi terreno fertile in ecosistemi di ricerca e innovazione di dimensione europea, che sappiano attrarre e trattenere talenti, grazie anche a nuovi investimenti in infrastrutture e programmi sperimentali comuni.<\/p>\n<p>Il tema delle risorse rimane centrale quando si vuole definire una strategia industriale per il rilancio della competitivit\u00e0, soprattutto negli ambiti produttivi a pi\u00f9 elevato valore aggiunto e contenuto tecnologico. E quando le sfide sono di dimensione europea, tocca all\u2019Unione fornire gli strumenti adeguati.<\/p>\n<p>Prendiamo in considerazione le principali tecnologie emergenti, architravi della nuova rivoluzione industriale: dalla robotica avanzata, all\u2019intelligenza artificiale generativa, dai computer quantistici, alle sperimentazioni per la produzione di energia pulita, dalle biotecnologie all\u2019aerospazio. Ebbene, per ciascuna di esse, la mole degli investimenti e la robustezza dei meccanismi necessari a impiantare e tutelare, anche in Europa, solide industrie nascenti sono tali da esigere cooperazioni su scala continentale.<\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea \u00e8 l\u2019economia con la maggiore apertura al commercio internazionale. Partecipa in maniera estensiva e profonda alle catene globali del valore. \u00c8 acclarato che queste caratteristiche abbiano assicurato ai cittadini europei grandi benefici. Ma, ci siamo resi conto, negli ultimi anni, anche dei rischi; oggi appaiono pi\u00f9 chiare le dipendenze strategiche cui siamo esposti.<\/p>\n<p>Ne \u00e8 un caso emblematico la scarsit\u00e0 nell\u2019Unione Europea di materie prime critiche, oggi fondamentali. Tale condizione rende pi\u00f9 che mai necessaria una strategia che ponga al centro la sicurezza degli approvvigionamenti. Questo significa stringere accordi con partner affidabili per assicurare forniture stabili, rimanendo aperti alla cooperazione internazionale, purch\u00e9 sorretta da sufficienti garanzie di fiducia reciproca. La credibilit\u00e0 di questo vincolo fiduciario \u00e8 essenziale. In questo difficile momento storico abbiamo il dovere di restituire fiducia ai mercati ed ai nostri partner, perch\u00e9 soltanto dalla collaborazione e dagli scambi pu\u00f2 nascere benessere diffuso, sviluppo sostenibile e in ultima analisi pace e sicurezza.<\/p>\n<p>Competitivit\u00e0 e sicurezza \u2013 concetto quest\u2019ultimo che assume oggi numerose dimensioni, dalla sicurezza economica alla sicurezza energetica, da quella cibernetica a quella pi\u00f9 tradizionale \u2013 sono quindi intimamente connesse. Dobbiamo lavorare insieme per un\u2019Europa pi\u00f9 competitiva, tecnologicamente avanzata e quindi pi\u00f9 sicura, capace di ridurre le sue dipendenze strategiche ma senza pregiudicare la tela di fondo di un ordine internazionale fondato sul libero commercio.<\/p>\n<p>\u00c8 una sfida impegnativa, eppure, senza sottovalutare la gravit\u00e0 della situazione, abbiamo il dovere \u2013 oltre che molte buone ragioni \u2013 di essere ottimisti, di restare ottimisti. L\u2019Unione si erge su solide fondamenta: un\u2019economia di mercato aperta alla concorrenza e agli scambi internazionali; un sistema di banche centrali indipendente; un quadro giuridico stabile e affidabile; una concezione di Stato di diritto saldamente ancorata a una convinta tradizione democratica; politiche di redistribuzione attive ispirate al principio di solidariet\u00e0. Occorre essere orgogliosi di questa \u201ceccezionalit\u00e0 europea\u201d e progredire su questi presupposti.<\/p>\n<p>Confido che Portogallo, Spagna e Italia sapranno fornire l\u2019impulso necessario per affrontare con successo queste grandi sfide del nostro tempo. \u00c8 questa una responsabilit\u00e0 alla quale non possiamo sottrarci.<\/p>\n<p>Vi ringrazio per la vostra attenzione.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sito della <a href=\"https:\/\/www.quirinale.it\/elementi\/131879\">Presidenza della Repubblica<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Coimbra (Portogallo), 14\/05\/2025\u00a0 &nbsp; Signor Presidente della Repubblica, Maest\u00e0, rivolgo un saluto ai Presidenti delle Fondazioni COTEC di Portogallo e Spagna e gli auguri al Presidente di COTEC Italia, Illustri Partecipanti, Signore e Signori, desidero anzitutto ringraziare il Presidente Rebelo de Sousa per averci accolto qui a Coimbra, nella splendida cornice del Convento di San [&hellip;]","protected":false},"author":12,"featured_media":5904,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"tags":[],"class_list":["post-5902","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/italiarappginevra.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5902","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/italiarappginevra.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/italiarappginevra.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italiarappginevra.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italiarappginevra.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5902"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/italiarappginevra.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5902\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5905,"href":"https:\/\/italiarappginevra.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5902\/revisions\/5905"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/italiarappginevra.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5904"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/italiarappginevra.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5902"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/italiarappginevra.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5902"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}