﻿{"id":7079,"date":"2025-12-12T20:36:06","date_gmt":"2025-12-12T19:36:06","guid":{"rendered":"https:\/\/italiarappginevra.esteri.it\/?p=7079"},"modified":"2025-12-12T20:36:47","modified_gmt":"2025-12-12T19:36:47","slug":"intervento-del-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-in-occasione-della-cerimonia-per-lo-scambio-di-auguri-di-fine-anno-con-il-corpo-diplomatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/italiarappginevra.esteri.it\/it\/news\/dalla_rappresentanza\/2025\/12\/intervento-del-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-in-occasione-della-cerimonia-per-lo-scambio-di-auguri-di-fine-anno-con-il-corpo-diplomatico\/","title":{"rendered":"Intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia per lo scambio di auguri di fine anno con il Corpo Diplomatico"},"content":{"rendered":"<div class=\"col-md-8\">\n<div id=\"content\" class=\"row\">\n<div class=\"testo col-sm-12\">\n<p class=\"q-localization\"><i><span class=\"luogo\"> Palazzo del Quirinale, 12\/12\/2025\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<div class=\"redazione\">\n<p>Eccellentissimo Decano,<\/p>\n<p>Signore e Signori Ambasciatori,<\/p>\n<p>rivolgo un saluto al Vice Ministro, al Presidente della Commissione parlamentare, ai Sottosegretari.<\/p>\n<p>Ringrazio il Decano, Monsignor Raji\u010d per le riflessioni con cui ha dato avvio a questo incontro e per gli auguri che ha voluto rivolgere alla Repubblica Italiana e a me, a nome del Corpo Diplomatico qui accreditato.<\/p>\n<p>Ricambio con sincera riconoscenza.<\/p>\n<p>Viviamo in un\u2019epoca nella quale l\u2019ordine internazionale che conoscevamo vacilla, senza che si intraveda, nell\u2019immediato, un\u2019alternativa.<\/p>\n<p>Logiche di potenza e di sopraffazione cercano di prevalere mentre valori che credevamo affermati \u2013 la dignit\u00e0 della persona, i diritti umani, l\u2019eguaglianza tra i popoli e gli Stati, la solidariet\u00e0 \u2013 appaiono sovente accantonati.<\/p>\n<p>Ottanta anni or sono, la comunit\u00e0 internazionale si \u00e8 ricostituita intorno a valori sanciti solennemente dalla Carta delle Nazioni Unite, poc\u2019anzi ricordata dal Decano.<\/p>\n<p>Sensibilit\u00e0 diverse, storie diverse, popoli di continenti diversi ebbero a unirsi nel proporsi, tra l\u2019altro \u2013 come \u00e8 scritto nella Carta &#8211; di:<\/p>\n<ul>\n<li>\u201csalvare le future generazioni dal flagello della guerra\u201d<\/li>\n<li>\u201criaffermare la fede nei diritti fondamentali dell\u2019uomo, nella dignit\u00e0 e nel valore della persona umana, nella eguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole\u201d<\/li>\n<li>\u201ccreare le condizioni in cui la giustizia e il rispetto degli obblighi derivanti dai trattati e dalle altre fonti del diritto internazionale possano essere mantenuti\u201d.<\/li>\n<li>\u201cpraticare la tolleranza e vivere in pace l\u2019uno con l\u2019altro in rapporti di buon vicinato\u201d<\/li>\n<\/ul>\n<p>Su queste premesse, abbiamo avuto un percorso sempre positivo?<\/p>\n<p>Certamente no. La cristallizzazione intorno a equilibri di forze contrapposte ha congelato, per un lungo periodo, parte delle potenzialit\u00e0 delle indicazioni del testo di cui ho ricordato alcuni punti.<\/p>\n<p>Eppure, in questo arco di tempo, molto si \u00e8 visto di positivo nella vita internazionale.<\/p>\n<p>Numerosi popoli hanno conquistato la loro indipendenza.<\/p>\n<p>L\u2019umanit\u00e0 ha vissuto amplissimi progressi sul terreno della eguaglianza.<\/p>\n<p>Cause comuni hanno saputo unire il pianeta intorno a obiettivi fondamentali: la lotta alla fame, la promozione della salute, la difesa delle risorse e dell\u2019ambiente della Terra, il riconoscimento dei diritti delle donne, per citarne soltanto alcuni.<\/p>\n<p>Il controllo della corsa agli armamenti, in particolare di armi di distruzione definitiva, come quelle nucleari, aveva conosciuto risultati significativi.<\/p>\n<p>Nel contesto attuale, si rende necessario ribadire con forza che l\u2019uso o anche la sola concreta minaccia di introdurre nei conflitti armamenti nucleari appare un crimine contro l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Cosa \u00e8 accaduto, cosa sta accadendo se protagonisti di primo piano del \u201cvecchio\u201d ordine internazionale si propongono, con i loro comportamenti, di dare vita a un \u201cnuovo ordine\u201d, basato su sopraffazione con ogni mezzo, violenza, guerra, conquista, competizione tra gli Stati per l\u2019accaparramento di risorse, tentando, cos\u00ec, di perpetuare diseguaglianze tra i popoli?<\/p>\n<p>Va respinta l\u2019ipotesi che possano essere questi i valori intorno a cui costruire un \u201cnuovo ordine\u201d.<\/p>\n<p>Con il corollario del ritorno dei \u201csoldati di ventura\u201d, di mercenari chiamati a guerreggiare, per conto terzi, in Paesi lontani, senza motivazioni che non siano, appunto, quelle della prepotenza verso i civili e verso i Paesi meno strutturati per opporvisi, meno capaci di difendersi.<\/p>\n<p>Il Decano, Nunzio Apostolico, ha ricordato l\u2019alta esortazione di Papa Leone XIV per una pace disarmata.<\/p>\n<p>Il venir meno dell\u2019equilibrio nella vita internazionale \u00e8 sempre stato l\u2019anticamera della guerra perch\u00e9 induce alla tentazione della prevaricazione, di fronte alla quale si pone l\u2019alternativa: assecondarla e inchinarvisi, scelte che conducono alla guerra o all\u2019asservimento, ovvero contrastarla e ripristinare l\u2019equilibrio per scongiurare la guerra.<\/p>\n<p>Sono la prevalenza del diritto, il rispetto delle regole che la comunit\u00e0 internazionale si \u00e8 data, a scongiurare il conflitto, a favorire il superamento delle diseguaglianze.<\/p>\n<p>\u00c8 stata la strada intrapresa, pur tra tante contraddizioni, per molti anni.<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019orizzonte indicato dall\u2019Agenda 2030 delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Era \u2013 e rimane &#8211; la speranza del mondo e, nei primi due decenni di questo millennio, pensavamo di poterla conseguire.<\/p>\n<p>Ma questa prospettiva \u00e8 stata bruscamente dissolta poco meno di quattro anni fa.<\/p>\n<p>Un protagonista della comunit\u00e0 internazionale, la Federazione Russa, ha, sciaguratamente, scelto di travolgere questo percorso ripristinando, con la forza, l\u2019antistorica ricerca di zone di influenza, di conquista territoriale, di crudele prepotenza delle armi.<\/p>\n<p>Le generazioni globali che lottarono contro il nazifascismo in Europa, contro il colonialismo, contro i totalitarismi per rivendicare libert\u00e0 e diritti, spesso anche a costo della vita, ricercando un progetto di collaborazione sfociato nella creazione dell\u2019Onu \u2013 il pi\u00f9 ambizioso tentativo nella storia dell\u2019umanit\u00e0 di dare una cornice di regole alle relazioni internazionali \u2013 rischiano, quelle generazioni, di vedere infranti, i loro sacrifici.<\/p>\n<p>Un sistema, costruito per assicurare garanzie di pace e di convivenza &#8211; riflesso di equilibri lungamente discussi e negoziati \u2013, entra in crisi quando qualche protagonista della vita internazionale lo infrange, ritenendo che non sia pi\u00f9 funzionale alla prevalenza dei propri interessi, talvolta ondivaghi, e che questi debbano prevalere sui valori condivisi e sulle esigenze degli altri Paesi.<\/p>\n<p>Entra in crisi quando si accampano presunte \u2013 e spesso fallaci &#8211; esigenze di sicurezza per alterare la bilancia strategica.<\/p>\n<p>Il principio non pu\u00f2 essere muovere guerra per fare la pace: \u00e8 paradossale.<\/p>\n<p>Appare insensata la pace evocata da parte di chi, muovendo guerra, pretende in realt\u00e0 di imporre le proprie condizioni.<\/p>\n<p>Un principio rimane fondamentale e insuperabile: gli interessi nazionali o particolari non possono prevalere rispetto alla tutela del valore universale della persona umana, fondamento sostanziale di ogni altro diritto e conquista del nostro tempo.<\/p>\n<p>La misura &#8211; va ripetuto &#8211; \u00e8 la persona, restituendole dignit\u00e0 &#8211; a partire dal diritto alla vita negato dai conflitti &#8211; nella politica, nell\u2019economia, nella lotta al cambiamento climatico e nell\u2019innovazione tecnologica.<\/p>\n<p>Anche per questo, un sistema ideato nel 1945 richiede palesemente di venire adeguato alla necessit\u00e0 di riflettere le condizioni odierne della comunit\u00e0 internazionale, di essere improntato a maggiori rappresentativit\u00e0 e democraticit\u00e0, dando spazio effettivo ad aree del mondo che, oggi, non lo vedono riconosciuto.<\/p>\n<p>A partire dal secondo dopoguerra, i Paesi d\u2019Europa &#8211; luogo che ha originato due Guerre Mondiali &#8211; giorno dopo giorno, anno dopo anno, hanno dato vita a organismi &#8211; oggi raccolti nell\u2019Unione Europea \u2013 che hanno operato affinch\u00e9 l\u2019equilibrio delle armi &#8211; strategia che caratterizzava la cosiddetta Guerra Fredda \u2013 venisse sostituito dall\u2019equilibrio della collaborazione, degli obiettivi di benessere condivisi, della costruzione di fiducia reciproca. Offrendo questa piattaforma all\u2019intera comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea &#8211; una delle pi\u00f9 riuscite esperienze di pace tra i popoli e di democrazia \u2013 \u00e8 nata e si \u00e8 ampliata nella costante ricerca della pace \u2013 ripeto &#8211; e della libert\u00e0, garantite, nel proprio ambito, in base a Trattati liberamente stipulati dai popoli europei, che ne hanno ricavato diritti e benessere.<\/p>\n<p>La storia insegna che, nei rapporti internazionali, dinamiche puramente bilaterali pongono il pi\u00f9 debole alla merc\u00e9 del pi\u00f9 forte. Non \u00e8 accettabile la pretesa che quelle dinamiche tornino a essere la misura dei rapporti tra popoli liberi.<\/p>\n<p>La libera condivisione di principi e di norme non \u00e8 una gabbia che costringe, ma un sostegno che tutela, soprattutto i pi\u00f9 deboli.<\/p>\n<p>Non sorprende che vengano contestate da corporazioni internazionali che si espandono pretendendo di non dover osservare alcuna regola: questa non sarebbe libert\u00e0 ma arbitrio.<\/p>\n<p>Nei settantacinque anni dalla Dichiarazione Schuman \u2013 lungimirante avvio dell\u2019integrazione europea \u2013 vi \u00e8 stato realizzato un inedito spazio di valori comuni che ha saputo garantire ben oltre la coesistenza pacifica, la collaborazione tra i suoi membri e le aspirazioni dei suoi cittadini a diritti e libert\u00e0, elementi che hanno permesso al continente di svilupparsi e di progredire.<\/p>\n<p>Il processo di integrazione non si \u00e8 ancora concluso e affronta oggi nuove sfide, e conferma la sua attrattivit\u00e0.<\/p>\n<p>Le ambizioni e gli sforzi, le volont\u00e0 di popoli nostri vicini &#8211; dai Balcani Occidentali alla Moldova, dall\u2019Ucraina alla Georgia &#8211; devono essere accompagnate da una attiva disponibilit\u00e0 dell\u2019Unione ad accoglierli.<\/p>\n<p>Il carattere positivo di queste nostre esperienze non ci consente di scivolare nell\u2019indifferenza per quel che avviene nel mondo e che pone in discussione diritti, libert\u00e0 e opportunit\u00e0 di sviluppo. Con conflitti che, con il loro protrarsi, gettano pericolosi semi di odio che rischiano di compromettere anche l\u2019avvenire di quelle popolazioni.<\/p>\n<p>\u00c8 il quarto Natale di guerra per il popolo ucraino.<\/p>\n<p>Si moltiplicano gli attacchi russi alle citt\u00e0 e alle infrastrutture civili ed energetiche. Le vittime civili sono sempre pi\u00f9 numerose.<\/p>\n<p>L\u2019Europa e l\u2019Italia restano saldamente al fianco dell\u2019Ucraina e del suo popolo, con l\u2019obiettivo di una pace equa, giusta, duratura, rispettosa del diritto internazionale, dell\u2019indipendenza, della sovranit\u00e0, dell\u2019integrit\u00e0 territoriale, della sicurezza ucraine.<\/p>\n<p>Il pensiero \u00e8 costantemente rivolto anche al destino dei popoli del Medio Oriente. A quello della Striscia di Gaza, martoriata per due anni da inumana violenza, innescata dalla barbarie di Hamas e alimentata da una lunga guerra. Si sono aperti spiragli importanti: molto resta ancora da fare per consolidare il cessate-il-fuoco ed evitare che si dissolva, per ripristinare anche pienamente gli aiuti umanitari a una popolazione stremata, per avviare la ricostruzione.<\/p>\n<p>L\u2019auspicio pi\u00f9 ampio resta quello di vedere affermarsi nella regione mediorientale pace e stabilit\u00e0. Questi traguardi non possono prescindere dalla pacifica coesistenza, nella sicurezza, dei popoli israeliano e palestinese, nella cornice della soluzione a due Stati, che occorre sostenere e difendere da qualsiasi tentativo di comprometterne la praticabilit\u00e0. Non ve ne sono altre.<\/p>\n<p>Questi conflitti non inducono a eclissarne altri, che esistono.<\/p>\n<p>Penso al Sudan, dove \u00e8 in corso la pi\u00f9 grave crisi umanitaria al mondo, con oltre 30 milioni di persone bisognose di assistenza di base e 12 milioni di sfollati, di cui un terzo rifugiati nei Paesi vicini. Penso alla fragile situazione di alcune regioni dell\u2019Africa centrale, e del Corno d\u2019Africa, le cui popolazioni hanno a lungo sofferto l\u2019impatto non solo di conflitti, ma anche di traffici di ogni genere e di interferenze esterne.<\/p>\n<p>Penso inoltre a quei teatri &#8211; come l\u2019arco saheliano o il Myanmar &#8211; in cui cambiamenti di governo mediante le armi e regressione democratica aggravano la condizione di intere popolazioni ostaggio di insicurezza, povert\u00e0, sottosviluppo.<\/p>\n<p>L\u2019agenda internazionale appare nutrita di conflitti, di migrazioni, di misure protezionistiche che producono contrapposizione.<\/p>\n<p>Occorre riformarne le priorit\u00e0: pace, sviluppo, eguaglianza, sicurezza alimentare, contrasto alla povert\u00e0, al cambiamento climatico, collaborazione nel libero commercio.<\/p>\n<p>Non \u00e8 accettabile un mondo con pochi predestinati seduti a banchetto e molti altri destinati a sperare di ricavarne alcune briciole.<\/p>\n<p>Eccellentissimo Decano,<\/p>\n<p>Signore e Signori Ambasciatori,<\/p>\n<p>per dare speranza al futuro dell\u2019umanit\u00e0 occorre un rinnovato sforzo collettivo, che riesca a garantire che la dignit\u00e0 degli uomini e degli Stati sia salvaguardata, in una cornice di convivenza pacifica e di rispetto del diritto internazionale.<\/p>\n<p>Con coraggio vanno difese le ragioni di un ordinamento internazionale equo e sostenibile.<\/p>\n<p>Un\u2019opera in cui non pu\u00f2 mancare il contributo della diplomazia, costruttrice di dialogo e di ponti tra Stati, governi, popoli.<\/p>\n<p>Vi ringrazio per il vostro quotidiano impegno e operato a favore dei legami che uniscono i vostri Paesi e la Repubblica Italiana e rinnovo a voi, alle vostre famiglie e ai popoli che rappresentate, i migliori auguri per le festivit\u00e0 natalizie e per l\u2019Anno Nuovo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Link al sito ufficiale del Quirinale https:\/\/www.quirinale.it\/elementi\/146459<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Palazzo del Quirinale, 12\/12\/2025\u00a0 Eccellentissimo Decano, Signore e Signori Ambasciatori, rivolgo un saluto al Vice Ministro, al Presidente della Commissione parlamentare, ai Sottosegretari. 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