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Il Consiglio dei Diritti Umani

 

Il Consiglio dei Diritti Umani

Il Consiglio dei Diritti Umani, organo sussidiario dell'Assemblea Generale, con sede a Ginevra, è stato creato nel 2006 in sostituzione della Commissione per i Diritti Umani, con il compito di promuovere il rispetto universale e la protezione dei diritti umani, di intervenire in caso di loro violazione e di favorire il coordinamento delle strutture operanti nel sistema Nazioni Unite.

Il Consiglio è composto da 47 stati membri (13 dall’Asia, 13 dall’Africa, 8 dall’America Latina, 7 del Gruppo Occidentale e 6 dall’Europa Orientale), eletti a rotazione dall’Assemblea Generale per un periodo iniziale di tre anni, rinnovabili non più di due volte consecutive. Il Consiglio si riunisce a Ginevra in 3 sessioni ordinarie l'anno (febbraio, maggio e settembre) per complessive 10 settimane di lavori, cui si aggiungono le sessioni speciali dedicate a singole questioni urgenti, e convocate su richiesta di almeno 1/3 dei membri.

Pur essendo un organo di rappresentanti governativi, è aperto al contributo delle ONG aventi status consultivo ECOSOC, che possono partecipare alle sedute e presentare documenti scritti. Per realizzare il proprio mandato, il Consiglio dispone di diversi “meccanismi”, in particolare l’Esame Periodico Universale o UPR (Universal Periodic Review) e le Procedure Speciali (Relatori Speciali, Esperti Indipendenti). Inoltre, il Consiglio ha istituito numerosi organi sussidiari tra cui la procedura per reclami individuali (Complaint Procedure), il Comitato Consultivo, i Gruppi di Lavoro inerenti l’attuazione della Dichiarazione e del Programma d’Azione di Durban contro il razzismo, il diritto allo sviluppo, le compagnie private militari e di sicurezza, il diritto alla pace e i diritti dei contadini, nonché i Fori sulle questioni sociali, sui diritti delle minoranze, e sulla tutela dei diritti umani nel quadro delle attività economiche.

Anche in Consiglio Diritti Umani, l’Italia conduce un’ampia azione in favore della promozione e protezione dei diritti e delle libertà fondamentali nel mondo, che costituisce un pilastro della nostra politica estera. L’azione dell’Italia si fonda sui principi etici e i valori della democrazia e del rispetto della persona espressi nella Costituzione e nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, nonché sulla convinzione che il rispetto dei diritti umani è essenziale per rafforzare la sicurezza internazionale e promuovere lo sviluppo.

L'impegno dell'Italia è ispirato a una linea di dialogo e apertura, rispettosa delle diversità culturali ma basata sul principio dell'universalità delle libertà fondamentali, con specifica attenzione ai diritti economici, sociali e culturali e al pieno coinvolgimento della società civile e delle organizzazioni non governative. L’Italia persegue piattaforme “cross-regional” ampiamente condivise, superando la logica dei “blocchi” contrapposti, con l’obiettivo di promuovere l’effettiva attuazione e verifica delle decisioni adottate.

L’azione dell’Italia a tutela dei diritti umani nel mondo si caratterizza per una particolare attenzione a: campagna per una moratoria universale della pena di morte; promozione dei diritti delle donne e delle bambine, ed in particolare le campagne contro le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni precoci e forzati; tutela e promozione dei diritti dei bambini; tutela della libertà di religione e credo e dei diritti degli appartenenti alle minoranze religiose.


Allo stesso tempo, l’Italia è impegnata rispetto a una pluralità di ulteriori iniziative in materia di protezione e promozione dei diritti umani in linea con gli obblighi assunti a livello internazionale in tema di sostegno dei diritti civili, politici, economici, sociali e culturali. In modo non esaustivo, si ricordano lotta contro il razzismo, la xenofobia e tutte le forme di intolleranza, antisemitismo; discriminazioni, incluse quelle basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere; promozione dei diritti delle persone con disabilità; educazione ai diritti umani; promozione della democrazia e dello stato di diritto; promozione della libertà di opinione e di espressione; questioni connesse alle tematiche migratorie.

 


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