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Partecipazione dell’Amb. Cornado all’evento “Tradurre le decisioni politiche in azioni concrete a livello nazionale e locale per raggiungere l’obiettivo della tolleranza zero delle mutilazioni genitali femminili entro il 2030”

In occasione della giornata internazionale della tolleranza zero alle mutilazioni genitali femminili, si e’ svolto, al Palais des Nations di Ginevra, un evento di sensibilizzazione con l’obiettivo di reiterare con forza il messaggio che le mutilazioni genitali femminili (MGF) costituiscono una pratica inaccettabile ed una violazione dei diritti umani delle donne e delle ragazze.

L’edizione 2018, dedicata al tema “Tradurre le decisioni politiche in azioni concrete a livello nazionale e locale per raggiungere l’obiettivo della tolleranza zero delle mutilazioni genitali femminili entro il 2030”, e’ stata organizzata dal Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA) in partnership con l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR), il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF), l’Agenzia delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile (UN WOMEN) e l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (OMS). In aggiunta, l’evento e’ stato co-sponsorizzato dall’Italia assieme alle Rappresentanze Permanenti di Burkina Faso, Egitto, Norvegia, Regno Unito e Portogallo, oltre che alle Delegazioni dell’Unione Europea e dell’Unione Africana.

L’Ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite a Ginevra, e’ intervenuto ricordando il tradizionale e forte impegno dell’Italia nella lotta alle mutilazioni genitali femminili, un fenomeno che interessa circa 200 milioni di donne e ragazze, soffermandosi tanto sulle iniziative varate a livello nazionale quanto su quelle condotte in ambito internazionale. Egli, inoltre, ha esortato ad aumentare gli sforzi per raggiungere, entro il 2030, l’obiettivo 5.3 dell’Agenda 2030 che specificamente prevede la fine di tutte la pratiche dannose tradizionali come le MGF ed i matrimoni forzati.

L’Italia, grazie alla legge del 9 gennaio 2006 n.7, vanta una best practice riconosciuta dalle stesse Nazioni Unite tanto per la criminalizzazione delle MGF quanto per l’attivita’ di sensibilizzazione che da essa discendono e che vengono sviluppate, tra l’altro, in diversi progetti condotti dal Dipartimento Pari Opportunita’ della Presidenza del Consiglio dei Ministri anche con il coinvolgimento della societa’ civile e di ONG.

Sul piano internazionale l’Italia, oltre a farsi promotrice e sostenitrice di tutte le risoluzioni ONU tese a porre fine alle mutilazioni genitali femminili (tra cui quella adottata dal Consiglio Diritti Umani nel giugno 2018), ha sostenuto, con un contributo di circa 20 milioni di Euro negli ultimi 10 anni, progetti ed attivita’ in quei paesi dove la pratica di tale barbarie risulta ancora diffusa.