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Intervento dell’Italia in occasione del Dialogo Interattivo sulla situazione dei diritti umani in Sudan, nell’ambito della 54ma sessione del Consiglio Diritti Umani

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Il Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite e le altre Organizzazioni Internazionali a Ginevra, Ambasciatore Vincenzo Grassi, è intervenuto oggi nell’ambito del Dialogo Interattivo sul Sudan, nel quadro della 54ma sessione del Consiglio Diritti Umani.

L’Italia è profondamente preoccupata per il continuo deterioramento della situazione umanitaria e dei diritti umani in Sudan a seguito dello scoppio delle ostilità il 15 aprile, che hanno già causato migliaia di morti e feriti”, ha dichiarato il Rappresentante Permanente. Egli ha aggiunto che “l’Italia continua a seguire gli sviluppi con grande attenzione ed è sconcertata dalle segnalazioni di violenze sessuali e di genere, uccisioni mirate e attacchi a sfondo etnico”, nonchè che “il persistente aumento degli sfollati interni in Sudan e dei rifugiati nei Paesi limitrofi continua a destare grande preoccupazione”.

L’Italia ribadisce l’esortazione a tutti gli attori coinvolti a porre immediatamente fine agli scontri armati, a proteggere i civili e ad astenersi dagli attacchi alle infrastrutture civili, comprese le strutture sanitarie e scolastiche, nonché a mettere in atto tutte le misure necessarie per consentire un accesso umanitario rapido, sicuro e senza ostacoli a beneficio delle persone che necessitano di assistenza”, ha aggiunto l’Ambasciatore Grassi, sottolineando altresì l’urgenza di trovare una soluzione negoziale e che a tale riguardo  “l’Italia apprezza e incoraggia ulteriori sforzi di mediazione – inclusi quelli delle Nazioni Unite, dell’Unione Africana e di altri attori internazionali e regionali – per raggiungere un cessate il fuoco duraturo e riprendere un dialogo politico inclusivo con l’obiettivo di istituire un governo civile di transizione”.

In conclusione, il Rappresentante Permanente ha affermato che “l’Italia ribadisce la propria solidarietà nei confronti del popolo sudanese, le cui aspirazioni ad un futuro pacifico e democratico meritano il pieno supporto della comunità internazionale”.

 

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